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LA FILOSOFIA SCACCHILAND

​Scacchiland non nasce per insegnare ai bambini a giocare a scacchi. O meglio: se succede, è una conseguenza, non il centro del progetto.

 

L'obiettivo è molto più ambizioso: insegnare loro a riflettere prima di agire, a leggere una situazione, a imparare a fare scelte e ad accettarne le conseguenze, a stare alle regole senza però subirle passivamente, a partecipare alla vita di un gruppo, a responsabilizzarsi anche quando è una fatica, a  confrontarsi con l’altro garantendo il rispetto senza per questo annullarsi.

Vi pare poco?!

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Formare i bambini come giocatori di scacchi può essere l'obiettivo di maestri, di circoli scacchistici e, perché no, di papà o di nonni, se preferite. 

Con Scacchiland, invece, il gioco è uno strumento non il fine. Non c’è addestramento meccanico né ricerca della performance fine a sé stessa.

C'è invece un percorso che parte dalla scacchiera gigante e dai fondamenti della psicomotricità, dove lo sviluppo motorio è centrale, e arriva alla disciplina scacchistica, dove, per gradi, si approccia il calcolo mentale, l'astrazione complessa, fino ad accarezzare concetti profondi come la tattica a e la strategia. E nel mentre, si strizza l'occhio alla matematica, alla geometria, alle scienze, alla storia e persino all'educazione civica, offrendo ganci ai docenti per rinforzare argomenti già trasmessi con la didattica ordinaria.

Percorso pedagogico

È così che, crediamo, nasce l’autonomia, non imparando mosse a memoria.
Se alla fine un bambino saprà giocare a scacchi, bene. Ma il vero risultato sarà un altro: avergli insegnato come pensare, non solo cosa fare.

 

E questo resta, anche quando il gioco finisce!

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